di Jean Baudrillard — letto a Settembre 2025

Libro La patafisica è l'arte del vedere, di Jean Baudrillard Con questo libro capisco perché ai filosofi viene mossa l'accusa di dire molto senza far capire nulla. Il linguaggio è volutamente ostico, con costruzioni lessicali al limite della comprensione. Tuttavia il tema di fondo è interessante. La scomparsa del l'illusione per un eccesso di realtà. L'immediatezza delle trasmissione in diretta, la natura soggettiva delle immagini, la personalizzazione della vista a distanza, tutto questo porta alla morte dell'illusione. Oggi vediamo tutto attraverso uno schermo che amplifica e filtra, attraverso la tecnica del microscopio o del reportage, non c'è più posto per il sogno, l'illusione è qui la consapevolezza che la realtà non è che una costruzione recente, il mondo costretto ad essere reale perde la sua parte illusoria. Ma sotto il velo della verità, squarciato il velo di maya, non c'è nulla, se non un altro velo all'infinito. È come un orgia in cui la domanda "cosa fai dopo l'orgia", che sottintende la volontà di andare a fare qualcosa di interessante espletata la funzione base del piacere meccanico, non ha più senso perché non esiste un dopo. Il processo di felicità meccanica si replica all'infinito svuotandosi di significato. Mi ha fatto venire voglia di rileggere il supermaschio di Jarry.