di Henry James — letto a Novembre 2025

Un romanzo di incredibile attualità intima e di oblio sociale. Il modo in cui ci relazioniamo con la morte delle persone care. Il libro si perde in una serie di coincidenze forzate, che minano la pretesa di realismo, necessaria alla letteratura. È molto apprezzabile il fatto che in un librino così breve siano raccontati decenni. Non un discorso, non un dialogo, solo descrizione dello stato interiore del protagonista. Accenni alla sua vita ci fanno capire che è facoltoso, ma nulla più. Un non personaggio che agisce e interagisce con i suoi morti e i suoi vivi. Persino il suo passato è solo accennato. Resta cruciale, oltre al rapporto dei vivi coi loro morti, il rapporto del singolo con gli altri. Il protagonista progetta con cura maniacale un tempio interiore. In questo modo lo rende evidente, oggettivo, reale. Così può essere interiorizzato da altri, dando luogo al fraintendimento tra lui e la donna con un solo morto.